San Pietro in Vincoli

La chiesa di S. Pietro in Vincoli sorge su antiche rovine di un’imponente villa della prima metà dell’Impero. La basilica fu voluta da Eudossia moglie dell’imperatore Valentino III, per custodire le catene cui era stato legato S. Pietro a Gerusalemme. Una leggenda racconta che le catene si saldarono miracolosamente con quelle usate per imprigionarlo nel Carcere Mamertino a Roma. Papa Sisto III nel 439 la consacrò, dopo l’invasione dei Normanni fu consolidata. mportanti restauri furono fatti dal cardinale Giuliano della Rovere, successivamente eletto papa con il nome di Giulio II. Realizzò la volta a crociera che funzionava come copertura delle navate laterali e nel transetto, consolidò il tetto della navata centrale e ricostruì totalmente il portale ed il portico. S. Pietro in Vincoli si trova nella piazza medesima, per raggiungerla bisogna salire una lunga scalinata, nel tratto finale si oltrepassa un arco sotto la casa dei Borgia che possiede una splendida loggia cinquecentesca.

L’interno di tre navate divise tra loro da colonne scanalate con capitelli dorici.
Sul soffitto dell’imponente navata maggiore l’affresco del Miracolo delle Catene. Sotto l’altare maggiore, sono custodite dentro un prezioso scrigno, le famose catene di S. Pietro.

Molte sono le opere pittoriche degne di uno studio più approfondito, ma la cosa che da maggior importanza ed impreziosisce questa chiesa è la presenza del Mosè di Michelangelo. Eseguito da Michelangelo tra il 1542 ed il 1545, fa parte del mausoleo di Giulio II. Questa statua fa parte di un grandioso progetto di quaranta statue che doveva essere realizzato all’interno di S. Pietro. Concludendo con il portico Composto da cinque arcate con pilastri integrati da capitelli con lo stemma di Giulio II, nasconde completamente alla vista la facciata della chiesa.

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